giovedì 16 febbraio 2017

Tough Guy / Il resoconto della madre di tutte le mud race


Tough Guy, ci sono ricascato sono ancora  a  Perton (UK) con il pettorale 749 della Tough Guy Original
Non potevo mancare avevo un conto in sospeso con questa brutale OCR e poi vuoi perderti la 30esima e ultima edizione della madre di tutte le MUD-RACE? Direi di NO….
Quest’anno sono preparato sia fisicamente che mentalmente, tre edizioni  precedenti mi hanno dato un bel po’ di esperienza,  solito inverno passato poco coperto e test termico fatti come d’obbligo, ancora una volta  insieme al Coach Bertolazzi con i CBS Tough Racer e al mio socio Mauro, bagno in cava alle 9 di sera mentre cadeva la neve e a terra c’era ghiaccio, si prova l’ebrezza del petto nudo e capisco due cose: non è neanche così tragico come sembra ma la prestazione potrebbe risentirne, quindi  per fortuna  i ragazzi della  i-eXe ci forniscono una tecnologica e avveniristica maglia tecnica con i colori Nazionali , che ci aiuterà ad affrontare al meglio questa sfida sia fisicamente che moralmente, portare il tricolore ad una gara che vede presenti 42 Paesi è un Onore enorme. GRAZIE!


Il giorno prima

Arrivando il giorno prima per il ritiro dei pettorali  notiamo  un Monkey bar folle! Alto 5/6 metri  lungo una ventina senza nessuna protezione e quasi alla fine del percorso, chiacchierando con i ragazzi del Coach Meson incontrati sul campo deduciamo che i corpi dei “caduti” faranno da materasso. .. Con Mauro continuiamo il giro di perlustrazione, dopo aver appurato che la cosa quest’anno sarà molto più lunga delle volte precedenti il sole toglie spazio alla pioggia e ci regala un surreale doppio arcobaleno sul Killing Fields .

Clima

Fa freddo ma quest’anno il vento è clemente e quando sei bagnato è meglio che non sia ostile, ci si cambia come da tradizione nelle stalle dei cavalli della fattoria di Mr.Mouse , il visionario inventore della TOUGH GUY ORIGINAL precursoe  delle MUD RUN e OCR, l’ambiente non è dei più salubri ma questo è solo l’overture.
C’è un ritardo nella partenza, il numero elevato degli  iscritti dell’ultimo secondo fa slittare il tutto  di un’ora e la partenza non avviene come di tradizione in discesa, 5000 sono tanti.. decisamente tanti.

La gara

GOOOO neanche me ne accorgo e siamo partiti a tuono come al solito, non importa quello che mi aspetta, ora bisogna andare per lasciare indietro più gente possibile, le file agli ostacoli sono alleate dell’ipotermia.

Curiosi vero ? potete finire di leggere questo incredibile racconto della madre delle mud run qui















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